La chiesa di Topolò è di recente costruzione, iniziata nel
1841 e consacrata, nel 1847, a S. Michele Arcangelo
patrono del paese. E’ costituita da un’aula rettangolare a
soffitto piano, con due altari secondari a fianco dell’arco
trionfale a tutto sesto che immette nel presbiterio. Il
presbiterio quadrato è concluso con quattro archi a tutto
sesto che delimitano il soffitto voltato. L’altare maggiore,
posto al centro dell’arco di fondo, è isolato dal muro
esterno mediante un deambulatorio. L’interno e l’altare
maggiore sono in stile tardo barocco, con lesene, finte
colonne e cornici chiaroscurate dalla luce di quattro finestre laterali e dalla lunetta della facciata principale.
Adiacente alla facciata principale si alza il campanile a
pianta quadrata, con basamento, angoli, e segnapiano in
pietra lavorata e squadrata, che termina con la cella
campanaria con quattro bifore e copertura a padiglione.
Poco distante dalla chiesa, nel luogo di conclusione della
processione campestre di S. Marco, si trova una piccola
cappella con nicchia ora occupata dalla statua di 5.
Giuseppe.
Abitazioni alquanto caratteristiche, sempre più rare del resto, sono solo nei villaggi più discosti dalle strade. Dalla facciata principale di ogni casa, sporgono poggiuoli, talvolta doppiamente sovrapposti, spesso lavorati con pretese d'arte, che servono da essiccatoi; vicino alle case in montagna, specialmente nella zona di Drenchia, vi sono le kaste, appositi edifizi, specie di guardarobe, in cui ripongono di ogni cosa; e in quel di Savogna le supe, dove raccolgono foraggi e foglie secche. La casa primitiva ha un solo ambiente, con due piani, è quasi scomparsa: se ne conservano ancora degli esemplari, ma ordinariamente servono da stalle o fienili. Nelle izbe (sale da mangiare) di buona parte della montagna, specie nel distretto di S. Pietro, sono caratteristici forni-stufe (pec) che nella stagione invernale durante la notte vengono convertite in lettiere, distendendovi sopra le coltri. A Montefosca, ad Erbezzo, a Mersino ho notato molti passaggi a galleria sotto le case, e nel primo dei detti villaggi danno assai nell'occhio numerosi pozzi-cisterne, in cui si raccoglie l'acqua piovana che scola dai tetti, resi necessari dalla scarsezza delle acque di sorgente. Finalmente dappertutto richiamano l'attenzione i cortili, intorno ai quali vi sono le abitazioni di parecchie famiglie, di solito aventi lo stesso cognome, assai probabilmente originate da un'unica famiglia primitiva divisasi in più parti. Un tempo il maggior numero dei tetti erano coperti di paglia: oggi lo sono sempre meno, sia a causa d'incendi onde spesso furono bruciati interi villaggi, come Cepletischis, Drenchia superiore, Lombai; sia perchè realmente un notevole progresso edilizio si è fatto strada dovunque. Tali tetti sono ancora abbastanza frequenti in quel di Drenchia dove c'è una relativamente copiosa produzione di frumento; rarissimi nelle parti più elevate di alcuni altri comuni, come: Savogna, Rodda, Platischis. In questo ultimo, nel villaggio di Monteaperta, parecchie case hanno il tetto ancora coperto di lastre di pietra e circa 30 anni fa lo avevano tutte.
La stufa è di solito costituita da un semplice parallelepipedo in muratura intonacata,ma talvolta è decorata con piastrelle di maiolica
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tipica casa con ballatoio di legno dal web |
Abitazioni alquanto caratteristiche, sempre più rare del resto, sono solo nei villaggi più discosti dalle strade. Dalla facciata principale di ogni casa, sporgono poggiuoli, talvolta doppiamente sovrapposti, spesso lavorati con pretese d'arte, che servono da essiccatoi; vicino alle case in montagna, specialmente nella zona di Drenchia, vi sono le kaste, appositi edifizi, specie di guardarobe, in cui ripongono di ogni cosa; e in quel di Savogna le supe, dove raccolgono foraggi e foglie secche. La casa primitiva ha un solo ambiente, con due piani, è quasi scomparsa: se ne conservano ancora degli esemplari, ma ordinariamente servono da stalle o fienili. Nelle izbe (sale da mangiare) di buona parte della montagna, specie nel distretto di S. Pietro, sono caratteristici forni-stufe (pec) che nella stagione invernale durante la notte vengono convertite in lettiere, distendendovi sopra le coltri. A Montefosca, ad Erbezzo, a Mersino ho notato molti passaggi a galleria sotto le case, e nel primo dei detti villaggi danno assai nell'occhio numerosi pozzi-cisterne, in cui si raccoglie l'acqua piovana che scola dai tetti, resi necessari dalla scarsezza delle acque di sorgente. Finalmente dappertutto richiamano l'attenzione i cortili, intorno ai quali vi sono le abitazioni di parecchie famiglie, di solito aventi lo stesso cognome, assai probabilmente originate da un'unica famiglia primitiva divisasi in più parti. Un tempo il maggior numero dei tetti erano coperti di paglia: oggi lo sono sempre meno, sia a causa d'incendi onde spesso furono bruciati interi villaggi, come Cepletischis, Drenchia superiore, Lombai; sia perchè realmente un notevole progresso edilizio si è fatto strada dovunque. Tali tetti sono ancora abbastanza frequenti in quel di Drenchia dove c'è una relativamente copiosa produzione di frumento; rarissimi nelle parti più elevate di alcuni altri comuni, come: Savogna, Rodda, Platischis. In questo ultimo, nel villaggio di Monteaperta, parecchie case hanno il tetto ancora coperto di lastre di pietra e circa 30 anni fa lo avevano tutte.
testo tratto dalla guida delle Prealpi Giulie di Olinto Marinelli del 1912
fonte https://www.liberliber.it/mediateca/libri/m/marinelli/guida_delle_prealpi_giulie/pdf/marinelli_guida_delle_prealpi_giulie.pdf
fonte https://www.liberliber.it/mediateca/libri/m/marinelli/guida_delle_prealpi_giulie/pdf/marinelli_guida_delle_prealpi_giulie.pdf
Ciao, ma sai che quelle case con la veranda a sbalzo, rassomigliano tantissimo alle abitazioni del Walser ! : bellissime !!!
RispondiEliminahttps://it.wikipedia.org/wiki/Walser
qui il link di Wikipedia, ciao !!!
Sono molto belle!Mandi..
EliminaHola Olga,, Muy interesantes tus explicaciones, son lugares muy curiosos de conocer..
RispondiEliminaUn abrazo.
PD.. Mucho mejor ahora la entrada al Blog, no baila constantemente...
Grazie Lorenc,ho piacere che non ci siano problemi.Buona serata OLga
EliminaCiao Olga... avevo letto qualche anno fa Prealpi Giulie di Olinto Marinelli.
RispondiEliminaMandi mandi... Loris
Grazie della visita Fiore!
RispondiEliminaThank you, Olga, for telling about the church and le case!
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