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8 mag 2021
7 mag 2021
Web sul blog: Pollice su e giù della settimana
CITAZIONI
„L'autostima non si costruisce con feste e bei vestiti ma nei momenti difficili della vita.“ — Paolo Crepet medico, psichiatra e scrittore italiano 1951
SERGIO MASERA
Sergej Mašera, in archivio Sergio Masera (Gorizia, 11 maggio 1912 – Bocche di Cattaro, 17 aprile 1941) è stato un ufficiale jugoslavo di origine slovena.Terzo figlio del professor Fran Mašera originario di Aussa, vicino a Caporetto, e di Ida Zarli (o Carli) di Tolmino, dopo la prima guerra mondiale la famiglia di Mašera dovette trasferirsi a causa delle mutate condizioni politiche nella Carinzia slovena, e di lì presto a Lubiana, dove il giovane frequentò il ginnasio che concluse nel 1929. Successivamente si iscrisse all'Accademia navale a Ragusa di Dalmazia. Allora, la carriera militare, specie in marina, era traguardo molto ambìto per la gioventù, a causa del prestigio e della buona posizione economica che ne derivava. Sergej terminò gli studi in accademia nel 1932 come il quinto miglior cadetto di quell'anno. Alcuni anni lavorò sulla nave Sitnica. Era particolarmente attratto dall'artiglieria; così colse subito l'occasione che gli si presentò di un corso in tal senso a Combùr/Kumbor, nelle Bocche di Cattaro, che portò con successo a compimento. Successivamente venne trasferito a Semlino/Zemun, dove sostenne un esame per il passaggio di grado. Fu poi mandato in Svezia e collaborò all'armamento del cacciatorpediniere Beograd, al quale fu assegnato dopo la sua assunzione nella flotta della regia marina militare Jugoslava.
Subito prima dello scoppio della seconda guerra mondiale fu assegnato alla cacciatorpediniere Zagreb in qualità di ufficiale d'artiglieria. Quando la guerra mise piede sul suolo jugoslavo, quest'imbarcazione si trovava nelle Bocche di Cattaro, la base più importante della marina del Regno di Jugoslavia. In quei giorni, lì erano ormeggiati anche il cacciatorpediniere Beograd e il Dubrovnik. Gli equipaggi erano inquieti: riguardo allo svolgersi degli eventi bellici, le notizie erano frammentarie o addirittura false, e sempre in allarme nell'eventualità di attacchi aerei italo-tedeschi. Quando l'esercito jugoslavo capitolò alle Potenze dell'Asse, l'equipaggio del cacciatorpediniere Zagreb lasciò la nave. Vi rimasero solo i due ex compagni d'accademia, Mašera e Milan Spasić, appunto. Perché l'unità di marina non cadesse in mano nemica, si fecero saltare per aria insieme ad essa il 17 aprile 1941. Mašera e Spasić, che persero la vita sulla nave, furono proclamati eroi nazionali jugoslavi nel 1973. Il museo della marina di Pirano già dal 1967 è dedicato a Mašera.https://it.wikipedia.org/wiki/Sergej_Ma%C5%A1era
IL CASTAGNO
Descrizione:
Nelle valli del Natisone si possono trovare vasti e rigogliosi boschi di castagno.Il castagno è una pianta appartenente alla stessa famiglia delle querce e del faggio, originaria dell'Asia Occidentale, dell'Europa Meridionale e dell'Africa Settentrionale. Il suo aspetto è, come nella maggior parte delle Angiosperme (piante con fiori) arboree, con ampia chioma tondeggiante e fusto ramificato, diviso in rami grossi che si dividono a loro volta a due a due, a partire da una certa altezza.E' una pianta tipicamente submontana, ma fruttifica solamente nei climi di tipo mediterraneo. Nella nostra regione predilige le zone collinari della parte orientale, dove i terreni profondi e flyschoidi garantiscono un substrato particolarmente adatto. Al contrario non gradisce il calcare ed è quindi piuttosto raro o assente nelle zone caratterizzate da substrati rocciosi calcarei e dolomitici. Giunto a maturità si presenta come un albero maestoso alto fino a 30 m. In Friuli la pianta del castagno ha subito un graduale regresso, sia per l'abbandono delle campagne e delle attività economiche legate alla raccolta, alla conservazione e alla vendita del frutto, sia per la presenza di una grave malattia del legno: il cancro del castagno o mal dell'inchiostro del castagno, che alcuni anni fa sembrava addirittura mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza. Attualmente la situazione è migliorata, anche se la malattia è comunque presente. Pare che le nuove popolazioni di castagno si siano adattate a sopportare meglio l'infezione.
Impieghi:
Nelle valli del Natisone si possono trovare vasti e rigogliosi boschi di castagno.
LA POESIA DI VANJA STRLE
ZAKAJ JAZ BIVAM Veš, Delam in zidam to ljubezen,
Sai, Mi applico e costruisco questo amore VANJA STRLE È nata a Capodistria nel 1960. È laureata in ingegneria chimica. Vive e lavora a Lož in Slovenija. Raccolte di poesia: Pesmi (Poesie), 1993, ristampa 1998; Ko sem bila drevo(Quand'ero un albero), 1995, 1998, 2003; Kadar prideš k meni (Quando vieni da me), 1997,1999; Zelena ptica (L'uccello verde), 1999; O hrepenenje (O, aneliti), 2002, 2003; Obrnjena k tebi (Voltata verso di te), 2005, 2006; Skozi množico glasov (Attraverso una moltitudine di voci), 2006 e la raccolta tascabile: Nisi sam, nisi (plaquette: Non sei solo, no), 2002, 2003. È presente anche nella raccolta collettiva bilingue Tja in nazaj-Andata e ritorno, 2000, edita dall'Associazione dei letterati sloveni litoranei. |
6 mag 2021
I castagneti tipici della Benecia
La Comunità di montagna Natisone e Torre, l’agenzia regionale Ersa, la Kmečka zveza e l’Università di Torino hanno attivato un progetto di tutela e valorizzazione delle coltivazioni di castagno in Benecia. Da un lato curano i vecchi castagni al fine di conservare le specie tradizionali locali, dall’altro realizzano moderni castagneti per aumentare la produzione valligiana.
https://www.dom.it/
La torcia olimpica ha iniziato il suo viaggio attraverso la Slovenia lungo l'Isonzo
La fiaccola olimpica slovena ha iniziato simbolicamente la sua marcia in tutto il paese prima delle Olimpiadi estive.La fiaccola ha iniziato il suo viaggio attraverso la Slovenia nella regione di Posočje in un modo molto pittoresco, poiché è stata consegnata dal Kanin prima con gli sci, poi con il paracadute, la bicicletta e il kayak, dopodiché è stata portata dai corridori all'aeroporto di Bovec-Plezzo e consegnata agli ex olimpionici Meta Mačus e Miran Gašperšič. Dopo la prima sosta ufficiale, la torcia è stata consegnata al Ponte Napoleone, dove è stata rilevata a Caporetto-Kobarid dalla maestra chef Ana Roš e dall'ex Miss Slovenia Lara Kalanj.La torcia slovena per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è stata realizzata nell'acciaieria Sij Metal a Ravne na Koroškem da acciaio riciclato in combinazione con il legno come simbolo di forza, saggezza, connessione e speranza. La torcia è completata da una corona in acciaio nella silhouette del Triglav.
tradotto dal Novi Matajur
Chi scrive non muore mai: In Italia muoiono sul lavoro più di due persone al...
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18 Mar: Arthur su elisa bella ciao 25 aprile 2020: “A timeless song that resonates with history and hope.”
03 Mar: Giorgio Thieme su problemi: “Ho anch'io problemi di account non riesco più a pubblicare immagini ed ho perso la raccolta di…”
27 Feb: Cavaliere oscuro del web su problemi: “Nei giorni scorsi, usciva una pubblicità, evita di installare componenti di terze parti, spesso…”
26 Feb: Ирина Полещенко su problemi: “Olga, rielabori costantemente i tuoi blog. Puoi modificare i modelli, l'intestazione del blog,…”
27 Dic: Anonymous su dikle: “ciao”
Ivan Trinko
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Ho avuto ancora problemi com l'account.Scusate amici