In Europa spariscono più di 250mila bambini ogni anno. Gli esperti di open source intelligence mettono al servizio le loro capacità per aiutare a ritrovarli

In Italia le dimensioni del fenomeno le fornisce la XXIV Relazione annuale sulle persone scomparse del Commissario straordinario: nel 2020, sono state presentate 13.527 denunce e più della metà riguardano minorenni. Su 7.672 casi, 5.511 sono ragazzi di nazionalità straniera, 2.161 italiani. Anche se la forbice tra gli scomparsi e i ritrovati sta progressivamente diminuendo, dal 2007, anno di istituzione della figura del commissario, al 2020, mancano all’appello 41.594 minori. Di quelli scomparsi nel 2020 ancora 4mila sono da ritrovare, tra cui 531 bambini sotto i 14 anni.
Secondo Missing children Europe, la federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente, ogni anno in Europa più di 250mila minori svaniscono nel nulla. E ha assunto sempre più rilevanza il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati dispersi nel continente: tra il 2018 e il 2020 più di 18mila secondo i dati di Lost in Europe. Se gran parte delle scomparse sono ricollegabili ad allontanamenti volontari o alla sottrazione da parte di un genitore, restano ancora migliaia i casi di minori potenzialmente finiti in reti criminali. Rapiti per essere sfruttati per scopi lavorativi o, più spesso, sessuali.
Nuovi metodi di indagine
Nel 1983 è stato il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan a premere per l’istituzione del 25 maggio come la Giornata dei minori scomparsi. In quasi 40 anni, la situazione non accenna a placarsi. Per questo, ai tradizionali metodi di ricerca, sempre più si affiancano nuove soluzioni che arrivano dal mondo dell’intelligence e della tecnologia. Oggi gruppi di esperti mettono a disposizione le proprie competenze e la metodologia dell’open source intelligence (Osint).
Anche i bambini svaniti lasciano tracce. Se non nel mondo fisico, certamente in quello virtuale. “Tutti noi lasciamo tracce in rete, soprattutto i minori, che non prestano generalmente particolare attenzione alla protezione delle loro informazioni: individuarle con tempestività è fondamentale”. A parlare è Mirko Lapi, presidente dell’associazione Osint Italia. Nata il 25 marzo da un gruppo di giovani professionisti che a titolo diverso usano l’open source intelligence, ovvero la ricerca sul web attraverso l’analisi di fonti aperte, l’organizzazione vuole fornire supporto alle istituzioni e alle forze dell’ordine, con l’attivazione di specifici protocolli, e fare attività di sensibilizzazione su temi come il cyberbullismo, la diffusione non consensuale di immagini intime, la disinformazione e la ricerca delle persone scomparse.
“Nel caso di un disperso in montagna vengono attivate battute di ricerca a cui partecipano le forze dell’ordine ma anche associazioni. Noi invece siamo quelli che, su richiesta delle istituzioni, possono andare alla ricerca di informazioni in rete”, spiega l’esperto.CONTINUA https://www.wired.it/attualita/tech/2021/05/25/minori-scomparsi-tecnologia-osint/
Un vero dramma per i bambini e/o le persone scomparse.
RispondiEliminaAbbracci Olga.
È spaventoso, Olga!
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